venerdì 21 marzo 2014

Application Virtualization (App-V) con i Remote Desktop Services (RDS): come distribuire in modo dinamico le applicazioni senza doverle installare

La possibilità di utilizzare le tecnologie di Application Virtualization (App-V) con architetture basate sui i Remote Desktop Services di Windows Server 2008 R2 – che ci consentono di abilitare sia le funzionalità classiche di “Terminal Services” che la costruzione di architetture di Virtual Desktop Infrastructure (VDI) - permette alla nostra infrastruttura di poter essere molto dinamica e ci offre dei vantaggi decisamente notevoli. Inoltre l’uso di App-V è già concesso in licenza nelle RDS Client Access License (RDS CAL) e questo consente anche una ottimizzazione dei costi. Maggiori informazioni su RDS Licensing.
Prima di iniziare una nota: i componenti che fino a Windows Server 2003 R2 erano chiamati “Terminal Services”, con Windows Server 2008 R2 hanno preso il nome di Remote Desktop Services (RDS), e in particolare il “terminal server” ora è il “Session Host”, cioè la macchina su cui vengono ospitate le sessioni remote. La macchina invece che ospita le Virtual Machine di una infrastruttura VDI basata sui servizi RDS viene chiamata “Virtualization Host”.
Il primo vantaggio che appare subito chiaro nell’utilizzo di App-V for Remote Desktop Services è ridurre i problemi di “siloing” tipici dei vecchi Terminal Services. Infatti, finora siamo stati costretti a utilizzare server terminal diversi nel caso di applicazioni che non possono essere installate sulla stessa macchina, oppure per avere due versioni diverse della stessa applicazione, oppure per separare gruppi di utenti che non erano autorizzati ad utilizzare applicazioni specifiche.
Utilizzando le tecnologie di Application Virtualization rendiamo indipendenti le applicazioni dal sistema operativo, non abbiamo più la necessità di “installarle”, e quindi possiamo:
  • Prevenire il conflitto tra versioni diverse della stessa applicazione, o tra applicazioni incompatibili;
  • Accelerare la distribuzione delle applicazioni, senza rischi d’incompatibilità o di crash;
  • Aggiornare facilmente e velocemente le applicazioni;
  • Avere le stesse configurazioni utente per le applicazioni sia sui desktop che sui terminal server/session host;
  • Rendere disponibili a ciascun utente solo le applicazioni di cui ha bisogno e che è autorizzato ad utilizzare;
  • Gestire meglio i profili utente.
Se consideriamo anche la possibilità di sfruttare App-V anche con la soluzione di Virtual Desktop Infrastructure (VDI) offerta dai Remote Desktop Services, si capisce subito il vantaggio di usare App-V per il rapid application provisioning.
In particolare l’utilizzo di App-V in una soluzione VDI assicura gli stessi benefici che si hanno quando questa tecnologia viene utilizzata sui PC “classici” o in ambiente RDS/TS, e ne aggiunge anche altri:
  • Consente la creazione di immagini base VDI più “leggere”, provviste solo del client App-V e non di tutti gli applicativi;
  • Riduzione dei costi relativi all’aggiornamento dell’immagine base, perché l’aggiornamento delle applicazioni avviene in streaming, senza la modifica dell’immagine VDI;
  • Deduplicazione dei dati inviati in streaming, grazie all’uso della Read-Only Cache di App-V.
Figura 1: Infrastruttura usata nel laboratorioPer realizzare questo articolo mi sono servito dell’ infrastruttura mostrata nella figura 1.
Per la creazione del laboratorio vi rimando ad un mio precedente articolo App-V – Creazione di un laboratorio di test.
App-V e Remote Desktop Services
L’installazione di Microsoft App-V per RDS 4.6 è molto simile all’installazione del client desktop. Dopo aver installato Windows Server 2008 R2 procediamo ad effettuare tutti gli aggiornamenti del sistema operativo e successivamente abilitiamo il ruolo Session Host dei Remote Desktop Services. Per la procedura di installazione vi rimando all’articolo Technet Guida dettagliata all'installazione di Remote Desktop Session Host.
Dal Server Manager scegliamo di installare i ruoli RDS Session Host, RDS Licensing e se vogliamo anche accedere da interfaccia web scegliamo il ruolo RDS Web Access, come mostrato in figura 2.Figura 2: Scelta dei ruoli RDS da installare
Figura 3: Scelta dei Role Services e delle featuresTerminata la configurazione dei Role Services e dopo aver scelto tutte le impostazioni relative al Licensing, ai gruppi a cui permettere l’accesso al server Session Host e al livello di autenticazione di rete, otterremo la schermata finale di conferma delle impostazioni scelte, mostrata in figura 3.
Figura 4: Riavvio del sistema per completare l'installazione di RDSAl termine dell’installazione è necessario riavviare il sistema, come richiesto in figura 4.
Procuratevi il pacchetto Microsoft App-V for RDS 4.6 scaricandolo direttamente dal sito Microsoft (vi ricordo che non è presente nel pacchetto MDOP 2011) ed anche il Microsoft Application Virtualization 4.6 Service Pack 1, che useremo per aggiornare il client dopo l’installazione.
L’installazione del client sul Session Host deve essere effettuata utilizzando l’RDS Install Mode. Vi raccomando perciò di scegliere dal Pannello di controllo Install Application on Remote Desktop Server.
Figura 5: installazione dei prerequisiti per il client App-VLanciamo il setup scegliendo l’Installer del client a 64 bit e procediamo con l’installazione dei prerequisiti, come mostrato in figura 5.
L’installazione prosegue automaticamente e se scegliamo di eseguire un’installazione personalizzata possiamo anche definire le cartelle di destinazione della cache e delle impostazioni degli utenti.
Figura 6: Personalizzazione della posizione per le personalizzazioni degli utentiSe nelle proprietà sia del client App-V per i desktop, che del client session host/terminal server andiamo a definire come cartella in cui inserire le impostazioni dell’utente una share di rete, quando gli utenti avvieranno l’applicazione virtualizzata dalla propria postazione o dal terminal server troveranno le stesse impostazioni e personalizzazioni dei programmi. Questo agevola notevolmente l’esperienza dell’utente in quanto non vedrà differenze nei programmi se lavora da remoto. In figura 6 è mostrato il parametro utilizzato per la User-specific Data Location.
Figura 7: dimensione massima della cacheÈ anche possibile definire quella che dev’essere la dimensione massima della cache nella quale verranno scaricati i package virtuali, come mostrato in figura 7.
Nella schermata successiva del wizard andiamo a configurare il server di streaming ed il protocollo utilizzato per trasferire le applicazioni dal server al client di App-V per RDS, come mostrato in figura 8. Un modo per potersi semplificare la vita è usare le Group Policy e gli Administrative Templates per App-V per poter configurare tutte le opzioni del client, evitando di dover fare configurazioni manuali. Procuratevi quindi i Microsoft Application Virtualization Administrative Template (ADM Template).
Figura 8: Server di streaming e caricamento delle applicazioni
Terminata l’installazione del client, è possibile aggiornarlo utilizzando il Microsoft Application Virtualization 4.6 Service Pack 1.
Al termine dell’installazione i nostri utenti saranno in grado di effettuare il login remoto al nostro RDS Session Host usando il loro client preferito, da un qualsiasi dispositivo (PC, SmartPhone, Tablet, Ecc.).
In figura 9 è mostrato lo streaming ed il primo avvio di Excel 2010 virtualizzato ed eseguito sul Session Host durante una sessione remota. Per poter pubblicare un’applicazione, dopo averne fatto il sequencing, usando il server di streaming vi rimando al mio articolo App-V Distribuire applicazioni virtualizzate.

Figura 9: Streaming ed esecuzione di Excel 2010 virtualizzato

mercoledì 19 marzo 2014

Windows Server Backup: Come inviare un report via email (PowerShell)

Windows Server Backup con le release più recenti è in grado di eseguire il backup di un intero server (tutti i volumi), volumi selezionati, la stato del sistema (system state), cartelle o file specifici, creare una copia di backup che è possibile utilizzare per il ripristino bare metal. 
È possibile ripristinare lo stato del sistema, alcune applicazioni, file, cartelle e volumi e addirittura virtual machine. In caso di disastro come ad esempio un guasto ai dischi rigidi è possibile eseguire un ripristino bare metal. Inoltre è possibile utilizzare Windows Server Backup per creare e gestire i backup per il computer locale o un computer remoto.
Sicuramente una feature molto utile e completa, peccato manchi un rapporto del backup ed il relativo invio via e-mail  come siamo abituati ad avere sui software di terze parti.
Al fine di far fronte a questa lacuna e dato che nelle piccole PMI molto probabilmente non andremo ad acquistare un complesso e costoso software di backup, ho cercato di progettare un report html sfruttando il Framework, PowerShell, Linq, XDocument e xml. Tutto in unico script PowerShell
http://andreagx.blogspot.it/2014/01/windows-server-backup-inviare-un-report.html

martedì 18 marzo 2014

Windows Server Tips: Analyzing Possible Storage Savings Via The Deduplication Evaluation Tool

Introdotto in Windows Server 2008 e migliorato in Windows Server 2012 e 2012 R2, il tool Disk deduplicazione è uno strumento esemplarità utilizzato dai professionisti IT per risparmiare spazio di archiviazione tra le infrastrutture che gestiscono. Lo spazio di archiviazione salvato viene recuperato dai file duplicati essere rimossi utilizzando tale strumento. L'attivazione di deduplicazione dei dati è un processo facile ed è stato dettagliato qui CANITPRO.NET in un post del blog scritto da Pierre romano dal titolo: Step-by-Step: Abilitazione deduplicazione dei dati in Windows Server 2012 volumi

Durante il nostro recente offerta CANITPRO Campo intitolato " Gestione del Datacenter con Windows Server 2012 R2 e System Center 2012 R2 "una storia è raccontata su un ansioso amministratore IT che era entusiasta di conoscere lo strumento di deduplicazione dei dati e delle possibilità che potrebbe creare. Detto amministratore IT era così eccitato che al ritorno hanno creato una nuova immagine 2012 valutazione R2 di Windows Server, unita al dominio dal vivo e corse lo strumento del disco deduplicazione. Quello che hanno subito scoperto era al 80% di recupero di spazio su disco precedentemente occupato da file duplicati. Tuttavia ciò hanno anche scoperto era la corsa ha detto compito a una grande organizzazione finanziaria senza avere il nuovo server o strumento presentato per l'approvazione non è stata una saggia idea. E 'sempre consigliato di testare in laboratorio e la presentazione dei risultati per l'approvazione prima della vendita all'asta su dati in tempo reale. Tuttavia, c'è un modo per testare ciò che deduplicazione sforzi potrebbero eventualmente causare senza alterare i dati in tempo reale con l'uso dello strumento di valutazione deduplicazione. Più ulteriormente più questo strumento può essere eseguito su Windows Server 2008 e versioni successive, così come Windows 7 e versioni successive per testare e riferire sui dati duplicati
Nota: Lo strumento di valutazione deduplicazione non può essere utilizzato su sistema e / o volumi di avvio o di un volume che ha già permesso la deduplicazione dei dati
Lo strumento di valutazione deduplicazione è abilitata tramite un file che si trova nella directory windows \ system32 chiamato ddpeval.exe su Windows Server 2012 macchine con disco deduplicazione abilitati. Un amministratore IT avrebbe dovuto eseguire il seguente comando per richiamare lo strumento contro un volume interno del prompt dei comandi come amministratore: ddpeval.exe D:


 
Anche in questo esempio viene utilizzato il "D", un amministratore IT può puntare il comando ogni s non ystem e / o volume di avvio, la cartella o addirittura contro una directory su un server remoto. Altre opzioni che circondano ilEvaluation Tool deduplicazione  può essere incluso digitando il seguente comando: ? Ddpeval.exe / Disk deduplicazione può essere un grande volano per qualsiasi organizzazione per recuperare spazio all'interno dell'infrastruttura di storage della propria organizzazione. Lo strumento di valutazione deduplicazione permette agli amministratori IT di una migliore relazione su quali risultati sarebbe opportuno lo strumento sia abilitato su dati in tempo reale.   Assicurati di cassa anche Microsoft Virtual Academy ha offre una lezione di gestione deduplicazione dei dati per preparare ulteriormente ai professionisti IT di sfruttare correttamente lo strumento .

martedì 11 marzo 2014

Suggerimenti per Windows Server: Analizzare possibili bagagli risparmio tramite il tool di deduplicazione valutazione

Anthony Bartolo Anthony Bartolo 5 Mar 2014 09:04
Introdotto in Windows Server 2008 e migliorato in Windows Server 2012 e 2012 R2, il tool Disk deduplicazione è uno strumento esemplarità utilizzato dai professionisti IT per risparmiare spazio di archiviazione tra le infrastrutture che gestiscono. Lo spazio di archiviazione salvato viene recuperato dai file duplicati essere rimossi utilizzando tale strumento. L'attivazione di deduplicazione dei dati è un processo facile ed è stato dettagliato qui CANITPRO.NET in un post del blog scritto da Pierre romano dal titolo: Step-by-Step: Abilitazione deduplicazione dei dati in Windows Server 2012 volumi

Durante il nostro recente offerta CANITPRO Campo entitled " Gestione del Datacenter con Windows Server 2012 R2 e System Center 2012 R2 "una storia è raccontata una desideroso amministratore IT che era entusiasta di conoscere lo strumento di deduplicazione dei dati e delle possibilità che potrebbe creare. Detto amministratore IT era così eccitato che al ritorno hanno creato una nuova immagine 2012 valutazione R2 di Windows Server, unita al dominio dal vivo e corse lo strumento del disco deduplicazione. Quello che hanno subito scoperto era al 80% di recupero di spazio su disco precedentemente occupato da file duplicati. Tuttavia ciò hanno anche scoperto era la corsa ha detto compito a una grande organizzazione finanziaria senza avere il nuovo server o strumento presentato per l'approvazione non è stata una saggia idea. E 'sempre consigliato di testare in laboratorio e la presentazione dei risultati per l'approvazione prima della vendita all'asta su dati in tempo reale. Tuttavia, c'è un modo per testare ciò che deduplicazione sforzi potrebbero eventualmente causare senza alterare i dati in tempo reale con l'uso dello strumento di valutazione deduplicazione. Più ulteriormente più questo strumento può essere eseguito su Windows Server 2008 e versioni successive, così come Windows 7 e versioni successive per testare e riferire sui dati duplicati
Nota: Lo strumento di valutazione deduplicazione non può essere utilizzato su sistema e / o volumi di avvio o di un volume che ha già permesso la deduplicazione dei dati
Lo strumento di valutazione deduplicazione è abilitata tramite un file che si trova nella directory windows \ system32 chiamato ddpeval.exe su Windows Server 2012 macchine con disco deduplicazione abilitati. Un amministratore IT avrebbe dovuto eseguire il seguente comando per richiamare lo strumento contro un volume interno del prompt dei comandi come amministratore: ddpeval.exe D:
 
Anche in questo esempio viene utilizzato il "D", un amministratore IT può puntare il comando ogni s non ystem e / o volume di avvio, la cartella o addirittura contro una directory su un server remoto. Altre opzioni che circondano ilEvaluation Tool deduplicazione  può essere incluso digitando il seguente comando: ? Ddpeval.exe / Disk deduplicazione può essere un grande volano per qualsiasi organizzazione per recuperare spazio all'interno dell'infrastruttura di storage della propria organizzazione. Lo strumento di valutazione deduplicazione permette agli amministratori IT di una migliore relazione su quali risultati sarebbe opportuno lo strumento sia abilitato su dati in tempo reale.   Assicurati di cassa anche Microsoft Virtual Academy ha offre una lezione di gestione deduplicazione dei dati per preparare ulteriormente ai professionisti IT di sfruttare correttamente lo strumento .

martedì 4 marzo 2014

Di Windows Server 2012 R2 clustering di failover: miglioramenti quorum Capire

Di Windows Server 2012 R2 include alcuni miglioramenti impressionanti per il clustering di failover
    Dal momento che il rilascio ottobre 2013 di Windows Server 2012 R2 , molto è stato detto circa la matrice di aggiornamenti al nuovo sistema operativo server cloud-allineati. Gran parte del focus è stato sul miglioramento della virtualizzazione, PowerShell e politica del gruppo.
    Tuttavia, nei miei miglioramenti parere al clustering di failover di essere stato il più impressionante. Gli aggiornamenti a installazione e la funzionalità di configurazione, rendono la manutenzione di cluster di failover in Windows Server 2012 R2 un'esperienza complessivamente migliore per i professionisti IT.

    Dinamica Witness

    Il lancio di Windows Server 2012 R2 ha portato una revisione completa del processo di quorum del cluster. In passato la scelta di quale quorum modelloda utilizzare per la creazione di un cluster è stata una decisione complessa che ha richiesto un'attenta considerazione. A seconda del numero di nodi del cluster (un numero o un numero dispari) si ha una vera e propria pletora di modelli di quorum da scegliere tra cui maggioranza dei nodi, nodi e dei dischi Maggioranza o Nodo e File Share Maggioranza tra gli altri.
    Ora, che la scelta è stata fatta molto più semplice: dovete solo decidere se utilizzare un Testimone disco o di un witness di condivisione file? A differenza delle versioni precedenti di Windows Server, utilizzando un testimone per i nostri cluster di failover è ora raccomandato. Sono finiti i giorni in cui un disco Testimone fallito potrebbe portare giù un cluster.
    Con Windows Server 2012 R2, aggiungiamo semplicemente un testimone quando creiamo il nostro gruppo, che poi decide se è necessario utilizzare il testimone o meno. Quindi, se abbiamo due membri del nostro gruppo (o qualsiasi numero pari) sarà data la condivisione file o disco testimone di un voto per mantenere un numero dispari di voti, un obbligo, se vogliamo mantenere un cluster.
    Se dovessimo poi aggiungere un terzo membro al cluster (o un qualsiasi numero dispari) il voto Witness 'viene rimosso, in quanto non è più necessario.

    Tie Break per il 50% Node Split

    Diamo un'occhiata a un esempio più complesso con un cluster che dispone di quattro membri, ciascuno avente un voto con un testimone che ha anche un voto.
    Se il testimone passa offline poi uno dei membri del cluster saranno scelti e il loro voto saranno rimossi. Questo ci lascia con un cluster che dispone di tre voti ", e noi raggiungere il numero dispari di voti necessari per mantenere il nostro cluster. Questa funzionalità dinamica è particolarmente utile per un cluster dislocati geograficamente.
    Quando un cluster a quattro nodi è suddiviso in due siti e il witness di condivisione file va offline, un nodo viene scelto e il suo voto è stato rimosso.Ancora una volta, ci ritroviamo con tre voti e il cluster viene mantenuta. Se i due siti erano poi connettività allentato, il lato del cluster che ha due utili rimarrebbe e mantenere il cluster in esecuzione.
    Anche se questo comportamento è automatico, possiamo influenzare la scelta di quale membro del cluster perde il suo voto il mio utilizzando il nuovoLowerQuorumPriorityNodeID proprietà. L'assegnazione di questa proprietà per un nodo al sito di disaster recovery (DR), possiamo assicurarci che il nostro sito principale rimane alto.

    Forza Quorum Resiliency

    Ci può venire un momento in cui avremo bisogno di forzare quorum su un sito di DR che non ha la maggioranza ed è attualmente offline. Ad esempio, il sito primario con tre voti non è riuscita e il tuo sito DR con due voti non è venuto automaticamente online perché non ha abbastanza voti. In una R2 cluster di Windows Server 2012 possiamo avviare il servizio cluster con l'opzione / fixquorum (noto anche come l'opzione / FQ), questa partizione viene quindi considerato l'autorità per il cluster.
    Quando la connettività di rete viene ripristinata, è possibile portare i tre nodi al vostro sito principale di nuovo online, che si ri-unire automaticamente il cluster senza alcun intervento. In Windows Server 2012, una volta la connettività si ricorre, si avrebbe bisogno di riavviare i server fallite con l'opzione / PQ per evitare il quorum.
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martedì 5 novembre 2013

Windows Server 2012 R2 – Migrazione IScsi Target

Con Windows Server 2012 R2 arriveranno diverse novità su due delle aree più importanti: Hyper-V e File Server. Tra le tante funzioni di quest'ultimo troveremo il nuovo iSCSI Target che introdurrà le seguenti novità:
- File in formato VHDX
- Supporto LUN fino a 64TB
- Supporto Expand/Shrink Online
- Supporto a SMI-S
Dato che l'upgrade in-place da Windows Server 2012 a 2012 R2 non è supportato, sarà necessario reinstallare da zero tutto il file server che espone determinati servizi. All'interno di iSCSI Target è possibile importare i file che provengono da altre fonti, tuttavia il problema con la versione 2012 R2 è che il nuovo formato non è compatibile con il vecchio, perchè in Windows Server 2012 i file erano in formato .vhd - come mostra la figura:
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Per risolvere il problema è possibile utilizzare la modalità di conversione dei Virtual Disks presente all'interno della console di Hyper-V
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che consente di trasformare un file da formato .vhd in .vhdx, come mostrano le figure

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Il tempo di operazione varia a seconda della grandezza del file; il nuovo Virtual Disk non andrà ad eliminare il vecchio, quindi assicuratevi di avere il 110% dello spazio libero, rispetto al file .vhd. Al termine delle operazioni, sarà possibile importare il file correttamente all'interno della sezione File Server - iSCSI – TASKS - Import iSCSI Virtual Disk, come mostrano le figure
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Questi pochi passaggi permettono di importare una LUN esposta a diversi server, in modo facile e veloce ed in una modalità molto più flessibile rispetto ai comuni storage in commercio.

Hyper-V dalla prospettiva di un VMware Admin - Gestione delle Virtual Machine risorse hardware (parte 1)

Il mio buon amico, Keith Mayer accoglie Andy Syrewicze , un Amministratore di Sistema virtuale dal Gruppo trivalenteallo spettacolo come dare il via ad una serie multi-parte che esamina Microsoft Hyper-V dal punto di vista di un amministratore VMware. In questo episodio faranno mostrare le differenze tra la gestione delle risorse hardware della macchina virtuale.
  • 03:10 ] In qualità di esperto VMware Admin, che cosa sono alcune delle migliori funzionalità che cerchi in un enterprise-grade hypervisor
  • 04:55 ] non VMware supporta operazioni a caldo in tutti i sistemi operativi guest che usate nel vostro ambiente?
  • 08:30 ] DEMO : come memoria aggiunta a caldo di macchine virtuali in Hyper-V
  • 11:33 ] DEMO : regolazione Hot risorse del processore VM
  • 13:37 ] DEMO : come Hot aggiungere nuovi dischi virtuali e Espandere e Shrink dischi virtuali
  • 15:58 ] DEMO : Hot-Spostare VM alla nuova rete virtuale
  • 17:58 ] DEMO : hot-add nuove virtuali ACL porte di rete
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